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Ariadne Digital: c’è ancora molta strada da fare per rendere le intranet strumenti aziendali efficienti e di supporto al business

Le classiche piattaforme intranet così come le abbiamo utilizzate negli ultimi anni non esistono più. O meglio, sono notevolmente cambiate, e vanno sempre più nella direzione di essere dei veri e propri Digital Workplace. Soprattutto nell’ultimo anno, segnato dall’emergenza Covid-19 e dal conseguente uso sempre più diffuso del remote working che ha mischiato, forse per la prima volta, vita professionale e vita privata.

Le persone, le loro esperienze e le loro esigenze lavorative (e anche personali) sono certamente l’aspetto più importante da considerare e, di conseguenza, anche gli strumenti che vengono usati giornalmente devono avere una efficace componente tecnologica, senza però dimenticare il lato umano.
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L’arredo per ufficio tra design e benessere

La parola d’ordine in ufficio è prima di tutto benessere. “Benessere”, parola composta da “ben” ed “essere” o “esistere” “bene” e definisce uno stato di equilibrio dell’individuo.

Per creare questo benessere in ufficio gli ingredienti necessari al momento della progettazione di un ufficio sono tanti e tutti vanno presi in considerazione: suddivisione degli spazi, ruolo di ciascun individuo, dettagli, colori, materiali, linee, luce e disposizione degli arredi. Il tutto direttamente collegato alla filosofia aziendale.

Per arrivare a creare l’ufficio perfetto in chiave di benessere e quindi di produttività, la fase di progettazione è fondamentale: i dettagli vanno pensati con accuratezza, i colori scelti per rappresentare il cuore dell’azienda, gli arredi devono essere allo stesso tempo funzionali e belli da vedere.

Insomma nulla che possa essere improvvisato. Per arrivare alla scelta del migliore arredo in chiave moderna il punto di partenza è quello di capire e sapere l’immagine che l’azienda vuole dare di sé.

Si tratta di un passaggio fondamentale che permetterà di dare poi forma al progetto e a tutti i dettagli che ne faranno parte: arredi, scrivanie, sedute e poltrone, pareti e complementi.

Come progettare gli spazi interni di un ufficio

Come progettare un ambiente che potenzi il benessere mentale del proprio team? Quale arredo per ufficio scegliere?

Bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti fondamentali, primo fra tutti l’organizzazione degli spazi. È importante che in un ufficio ci siano delle aree per ognuna delle attività da svolgere. Ciò aiuterà i collaboratori a muoversi meglio e ad usare tutto lo spazio in modo più consapevole, in base al task assegnato. Molto importante anche il fattore dell’isolamento acustico. Questo è fondamentale affinché in un unico ambiente, possano lavorare team diversi, grazie ad una buona suddivisione degli spazi, senza perdere la concentrazione. Ad ogni task il proprio ambiente: solo così si potrà sfruttare al meglio tutto lo spazio.

Il secondo aspetto che riteniamo altrettanto rilevante è creare zone adatte al lavoro individuale ed altre più idonee alla collaborazione. Per svolgere lavori in autonomia è bene ricreare spazi, come le workstation, che siano ergonomici affinché ognuno possa concentrarsi alla propria scrivania. Sono comunque importanti anche sale create appositamente per uno scambio di idee. I dipendenti si sentiranno a proprio agio nell’esprimere la loro opinione in una sala riservata.

Un breve accenno va fatto anche in merito alle aree relax ovvero zone adibite a una pausa durante il lavoro. L’obiettivo di queste aree è scaricare completamente la tensione facendo due chiacchiere con un collega o semplicemente bevendosi un caffè. Per questo motivo dovresti tenere in considerazione il fatto di creare un’area relax nel tuo ufficio.

Il design dell’ufficio migliora la produttività

Il design non è solo un fattore estetico ma è il frutto di un lavoro di ascolto, ricerca, pianificazione e organizzazione.
Secondo le ultime tendenze del settore, per migliorare l’esperienza lavorativa bisogna focalizzarsi su 3 principi:
• Creare uno spazio di lavoro capace di alimentare lo spirito di squadra oltre a consentire un’ampia visuale che permetta di capire chi sta facendo cosa;
• Incoraggiare il movimento: organizzare le postazioni in modo da mettere i lavoratori nelle condizioni di alzarsi e spostarsi frequentemente. Il movimento infatti favorisce la circolazione sanguigna e diventa quindi un fattore importante per aumentare l’efficienza al lavoro.
• Migliorare e automatizzare la tecnologia in ufficio.

L’arredo a servizio della tecnologia

Un ufficio senza tecnologia è come una seduta senza braccioli. Per una miglior produttività, bisogna pensare a progettare arredi che possano ospitare una tecnologia sempre più performante. Pareti destinate a lavagne interattive e proiezioni o spazi grandi per riunioni, solo sono alcuni tra i tanti esempi. L’arredo diventa cosi funzionale al miglioramento della comunicazione e a una maggior produttività dei lavoratori.

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I lavori del 2024: nasce la seconda edizione dell’e-book di Alteredu, per scoprire come si muoverà il mercato del mondo del lavoro

Secondo le proiezioni al 2024 dell’Anpal e dei Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione, nel mercato del lavoro ci sarà un crescente bisogno di professionisti dalle competenze sempre più specifiche e tecniche. La richiesta di questo elevato standard di specializzazione, che darà vita a oltre 2,5 milioni di posti di lavoro, è dovuta alla crescente espansione delle tecnologie di intelligenza artificiale e automazione industriale.

È in questo scenario che si inserisce Alteredu, una piattaforma che raccoglie oltre 500 corsi online certificati, con l’obiettivo di offrire formazione alle persone dando loro la possibilità di qualificarsi sviluppando le competenze necessarie più richieste per il mondo del lavoro.
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Le tecnologie che porteranno alla nuova normalità

L’IT sta cambiando rapidamente. Nell’ultimo decennio, le aziende che si occupano di tecnologia si stanno muovendo verso automazione, budget tecnologici decentralizzati, implementazione di servizi basati sul cloud e persino adozione dell’IA. Con la pandemia questo fenomeno è diventato più deciso ed evidente. La tecnologia permette di liberare i lavoratori dai compiti di routine, delegare le decisioni aziendali alle macchine e acquisire enormi quantità di dati in tempo reale. Inoltre, sono cambiate per sempre le postazioni di lavoro vista la crescente diffusione delle modalità di lavoro smart e ibride.
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Dispenser acqua in ufficio: ecco perché tutti lo stanno installando

L’acqua è un bene fondamentale, ed è indispensabile poterne bere anche in ufficio. Non tutti sanno, infatti, che mantenere l’organismo idratato consente di aumentare la produttività ed evitare dispendio di energia. Inoltre, vi sono delle norme che obbligano i datori di lavoro di mettere a disposizione dei propri dipendenti quantità di acqua potabile sufficiente ad affrontare le giornate lavorative. Proprio per questo, appare fondamentale la necessità di installare un erogatore d’acqua, che può essere automatico (ovvero con allaccio alla rete idrica), oppure a boccioni. In questo modo il legislatore ha inteso salvaguardare il benessere psicofisico dei lavoratori mentre sono a lavoro, e al tempo stesso, ha salvaguardato anche l’ambiente.

Il dispenser d’acqua in ufficio

Come sopra accennato, è davvero importante bere la giusta quantità d’acqua nel corso della giornata in modo da conservare le energie e lavorare al meglio. Al di là degli obblighi imposti dalla legge, è importante installare nei luoghi di lavoro un dispenser acqua ufficio culligan o di altro marchio specializzato nel settore, in modo da invogliare i lavoratori a consumare abbastanza acqua. Tale soluzione, oltre ad essere comoda, è anche efficiente visto che aumenta in modo notevole il rendimento dei lavoratori, i quali possono recuperare le energie grazie all’acqua disponibile sul luogo di lavoro. Per chi non lo sapesse, il dispenser è piuttosto semplice da installare, esso va collegato direttamente con la rete idrica preesistente ed eroga acqua pulita (non solo potabi
le) con un semplice tocco. Ogni dipendente, in conclusione, può riempire la propria borraccia o il proprio bicchiere con l’acqua che preferisce: fredda, calda, tiepida, frizzante, naturale. 

I vantaggi di avere un dispenser d’acqua in ufficio

I vantaggi che derivano dall’installazione in ufficio del dispenser per l’acqua sono davvero innumerevoli, a partire da una migliore immagine dell’ufficio stesso. Avere a disposizione un pratico dispenser e offrire non solo ai lavoratori ma anche ai clienti un bicchiere d’acqua fa sicuramente un certo effetto. Senza considerare, poi, che non è certamente bello vedere in un ufficio tante bottigliette d’acqua sparse in giro, o magari il cestino pieno zeppo di bottiglie vuote. E non finisce qui, i dispenser di ultima generazione, ben diversi dai classici dispenser di un tempo, hanno uno stile sobrio ed elegante che gli permette di integrarsi perfettamente con l’arredamento dell’ufficio anzi, potrebbe addirittura risaltarlo.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la riduzione dell’inquinamento. I dispenser d’acqua per ufficio, infatti, disincentivano le forme di inquinamento come ad esempio la dispersione in natura di plastica (come bottiglie, borracce, bicchierini di plastica etc.). In parole povere, grazie al dispenser è possibile garantire a tutti i lavoratori il fabbisogno d’acqua senza dover portare con sé bottiglie o altri accessori. Un altro vantaggio, piuttosto ovvio tra l’altro, è avere a disposizione acqua non solo potabile, la legge impone che l’acqua che sgorga dai rubinetti delle abitazioni o dei fabbricati sia sempre potabile, ma anche, e soprattutto, buona da bere.

Cosa impone la legge?

Come anticipato, fornire acqua potabile ai lavoratori sui luoghi di lavoro è un vero e proprio obbligo giuridico. Anche il legislatore ha compreso l’importanza di una giusta idratazione durante l’arco della giornata ed ha previsto, ai sensi dell’allegato numero 4 del Decreto Legislativo numero 81/08 punto 1.13.1 che nei luoghi di lavoro, o nelle immediate vicinanze, devono essere presenti strumenti che erogano acqua potabile in quantità sufficiente. E non finisce qui, il dettato normativo prevede espressamente anche che, per la distribuzione dell’acqua, devono essere rispettati gli standard igienico sanitari in modo da evitare eventuali diffusioni di malattie e contagi.

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Sfruttare la leadership per migliorare un’azienda: l’esempio di Roberto Meneguzzo

La definizione di leadership all’interno di una società finanziaria è piuttosto complessa e articolata. Leader è colui che guida, ovviamente, ma anche colui (o colei) che riconosce le risorse altrui e aiuta i propri collaboratori a brillare. In questo senso l’esempio di Roberto Meneguzzo può tracciare il solco da seguire per creare un’azienda vincente e un team di professionisti affiatato.

1.  L’istruzione continuativa per affermare la propria leadership

Un leader prima di tutto è un esempio, e che esempio sarebbe se non avesse a cuore il proprio miglioramento costante? Roberto Meneguzzo ha applicato questa teoria fin da giovanissimo. La laurea in economia alla Ca’ Foscari poteva bastare, ma un vero leader non si ferma. Ha continuato a effettuare progetti di istruzione come la specializzazione all’UMASS e di pratica sul campo, come lo stage al COMIT di New York. 

Dalle esperienze all’estero un manager di successo coglie spunti e ispirazioni, li plasma sulla base delle proprie competenze e dei propri interessi e le porta in patria. Così ha fatto Meneguzzo, che a soli 24 anni ha fondato la sua società finanziaria rientrando nel Triveneto, suo luogo di nascita.

2.  Concentrarsi su un campo e perfezionarsi al massimo

Roberto Meneguzzo ha riconosciuto nella private equity la pratica finanziaria più adatta alle proprie competenze, quella disciplina che avrebbe potuto apportare successi e vittorie alla sua Palladio. Così ha perfezionato la conoscenza di questo campo finanziario sia nella teoria che nella pratica, rendendola il core business della società. 

Ad oggi la private equity è ancora il cuore pulsante di Palladio e l’attività preferita di Roberto Meneguzzo e dei suoi soci, che nella ricerca di imprese non quotate in borsa in cui investire trovano un entusiasmo continuo e una sfida al miglioramento costante. I risultati parlano chiaro: aver puntato su questa attività ha permesso a Roberto Meneguzzo e alla sua società di imporsi come major player di numerosi progetti di successo.

3.  Circondarsi dei giusti collaboratori

Se c’è una cosa che Roberto Meneguzzo ama sottolineare della sua società è il concetto di team. Ed ecco un’altra caratteristica da leader indiscusso: sanno scegliere correttamente le persone di cui circondarsi. Manager dall’esperienza pluridecennale come Roberto Ruozi, a cui affidare le responsabilità principali. Amici e compagni di un pezzo d’avventura con cui condividere l’entusiasmo per le nuove imprese. 

Ma soprattutto giovani su cui puntare. La leadership consiste nell’essere esempio e guida, coach e mentore, ma anche nel saper riconoscere le qualità altrui. Così Meneguzzo ha scelto esperti di finanza più giovani e più attenti ai nuovi mercati, alle energie rinnovabili e alla sostenibilità, alla tecnologia e ad altri settori in fase di espansione.

4.  Coltivare talenti per vederli sbocciare

Saper delegare non è da tutti e un buon leader sa quando, come e a chi affidare compiti importanti. Lo fa scegliendo con cura i propri collaboratori, appunto, e riconoscendo in loro delle qualità che li distinguono dalla massa. Una volta presi sotto la propria ala, educati e guidati, i manager del domani prendono in mano le redini di importanti progetti, partnership e investimenti e mettono alla prova le loro capacità. 

Così si scoprono persone dal valore inestimabile, capaci di dare nuova linfa ai settori stagnanti e lasciar scorrere la vita in nuove direzioni. Questo è successo con Enrico Orsenigo e Nicola Iorio, prima “protetti” di Roberto Meneguzzo e oggi grandi manager in grado di gestire società sussidiarie della Palladio.

5.  Rimanere aperti al cambiamento

Un bravo leader riconosce l’importanza dell’innovazione nella vita così come nel lavoro. Si apre a nuove sfide, si lancia in progetti audaci sempre con la consapevolezza e il sangue freddo che l’esperienza ha permesso di conservare. Un manager di lungo corso sa quali sono i suoi punti di forza ma non ha paura di esplorarne di nuovi. 

Così nascono imprese che possono cambiare il panorama della finanza nazionale e internazionale, si effettuano investimenti in settori sconosciuti e ci si apre a una nuova e importante realtà. Come quella dell’ambiente e delle energie rinnovabili, che da qualche anno impiega una buona parte del tempo e delle energie dei manager in Palladio.

Come nasce un’impresa di successo

Con tutti questi ingredienti, una società di successo diventa come una nave da guidare in mare. Serve un capitano pronto a prendersi la responsabilità di portarla in mare aperto e una crew scelta appositamente per affrontare le tempeste. Così Roberto Meneguzzo da oltre quarant’anni guida la Palladio e le risorse economiche, amministrative e manageriali della sua squadra. 

Un team in continua evoluzione, che non ha paura di lanciarsi in nuove attività e di sfidare il mare aperto né di tornare al porto sicuro delle imprese di successo. Roberto Meneguzzo e la sua Palladio hanno trovato il giusto equilibrio tra esperienza ed entusiasmo, pratiche finanziarie tradizionali e forti innovazioni in un campo complesso come la private equity.

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Cosa vuol dire fare Innovation?

Oggi gestire un’azienda e la sua comunicazione è diventata un’impresa ardua. Nell’era del multicanale, della velocità e del valore esperienziale è necessaria una costante brand e product innovation per non cadere nel dimenticatoio. La comunicazione digitale è presenza, attrazione di community, creazione di valori: non si tratta più di avere il miglior prodotto o il prezzo più basso, ma di offrire un’esperienza reale e di valore al cliente.

Qui entra in gioco il concetto di branding. Ovvero tutte le caratteristiche peculiari che il cliente (reale o potenziale) associa ad un marchio. Quali sono queste caratteristiche? I valori su cui si fonda l’azienda, lo storytelling della sua evoluzione, il rapporto costante e positivo con la community che utilizza il servizio o il prodotto. E l’evoluzione del servizio o del prodotto stessi, che cambiano per adattarsi a un mondo sempre più veloce.

Innovarsi per rinnovarsi

Se una maggiore innovazione significa maggiori clienti potenziali e quindi maggiori vendite, la brand innovation è una disciplina centrale nella strategia di marketing di ogni azienda. Innovare il proprio brand vuol dire seguire le tendenze del mercato senza snaturare i valori fondanti del marchio.

Nell’era della comunicazione multicanale, un marchio non è più solo un logo su un oggetto. Si tratta di un’esperienza, un percorso che il cliente compie dal momento in cui comincia la sua ricerca online a quello in cui suggerisce ad altri utenti il tuo prodotto. Studiare questo flusso vuol dire capire cosa funziona e cosa no nella tua strategia di branding.

Per esempio, se un prodotto viene cercato in maniera massiva su internet ma le conversioni in vendite effettive sono scarse, questo potrebbe voler dire che il brand non ispira abbastanza fiducia. Una volta trovato il tuo prodotto, l’utente non finisce per acquistarlo: perché? Rispondere a questa domanda è il primo passo verso l’innovazione.

Quando è necessaria una brand e product innovation

L’analisi dei dati sull’attività degli utenti è la prima operazione da compiere per capire cosa va rinnovato e come. Qual è il punto nel flusso di acquisto in cui qualcosa va storto? Trovalo con l’ausilio dei tool di analisi e scopri in cosa puoi migliorare. Forse il tuo brand non ha un’identità abbastanza chiara e l’utente non riesce a capire se può fidarsi della tua azienda. Oppure uno scivolone di tipo politico o sociale ha reso il tuo marchio meno appetibile agli occhi dei clienti.

Hai bisogno di fare brand innovation quando:

  • qualcosa cambia nel tuo target di riferimento;
  • un grosso shift culturale impatta il mercato;
  • i clienti non si riconoscono più nei valori del tuo marchio;
  • i tuoi prodotti non rispondono alle esigenze reali degli utenti;
  • la comunicazione non è coerente con i valori che vuoi esprimere.

Cosa fare in questi casi? Quando ti rivolgi a un’agenzia di brand innovation, dei professionisti della comunicazione online si occuperanno della tua presenza digitale a 360°.

A volte l’innovazione sarà così piccola da impattare solo la veste grafica o il packaging del tuo prodotto, altre volte richiederà di reinventare completamente il modo in cui ti rivolgi al cliente. Saranno i professionisti della brand innovation a suggerirti i modi migliori per rimanere rilevante in un mercato altamente competitivo e offrire esperienze di valore a chi sceglie il tuo marchio.

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I 3 migliori paesi esteri per lavorare

Oggi in Italia il 30% dei giovani è disoccupato. Per quello che concerne i laureati, solamente poco più della metà riesce a trovare un lavoro stabile entro tre anni dalla laurea. Attualmente ci sono oltre due milioni di giovani senza lavoro e per molti di questi l’unica strada percorribile è quella di andarsene dall’Italia.

La disoccupazione giovanile in Italia è il doppio di quella europea. Nel 2020, negli Stati che costituiscono l’Unione Europea la media di disoccupazione giovanile è stata attorno al 15,0%. Mentre in Italia, il tasso di disoccupazione si è attestato a quasi il 30%.

Continuano a crescere il numero dei giovani italiani che abbandonano l’Italia. Nel 2019, (prima della pandemia), circa 70 mila giovani sono emigrati all’estero, di questi un terzo erano laureati.

Questo fenomeno di emigrazione giovanile contribuisce a rendere l’Italia uno dei paesi con il più alto tasso di invecchiamento al mondo.

Coloro che cercano lavoro all’estero, usano soprattutto internet e spulciano fra la miriade di siti presenti sul web che contengono offerte di impiego nei vari paesi del mondo. Fra tutti i siti presenti in rete, il migliore, a nostro parere è BakeaGo.com, sito di annunci di lavoro che ha una sezione specifica dedicata alle offerte di lavoro all’estero, divise oltre che per categoria, anche per paese.

Elenco dei 3 migliori paesi esteri per lavorare

  1. Germania

La Germania è un paese molto moderno e organizzato che lo rende uno dei migliori paesi esteri per lavorare. È ricco di cultura, storia e ha un imbattibile equilibrio tra lavoro e vita privata. Un’assistenza sanitaria eccellente, un generoso sistema di welfare e, infine, vivere in Germania può essere meno costoso di molti altri paesi europei.

Ogni città ha qualcosa di diverso da offrire, il che la rende perfetta per qualsiasi espatriato. Le città più grandi rimangono le più popolari tra gli immigrati con Berlino, Monaco e Francoforte che hanno le più grandi comunità di stranieri del paese.

La Germania è un ottimo paese in cui lavorare. Il paese ha una posizione economica stabile ed è altamente sviluppato. Ricerca e sviluppo, medicina, industria automobilistica, settore finanziario, ed IT, offrono grandi opportunità.

Secondo un sondaggio effettuato fra gli imprenditori tedeschi, la mancanza di personale li preoccupa ancor più che la crisi dell’euro. Secondo questa ricerca servono 400 mila nuovi lavoratori ogni anno. Nel 2019, ad esempio, sono stati creati oltre 600 mila nuovi posti di lavoro di cui solo la metà sono stati occupati da tedeschi, per il resto si è dovuto fare ricorso a nuovi immigrati.

L’equilibrio tra lavoro e vita privata è ottimo e non viene richiesto di svolgere straordinari dopo l’orario di lavoro. La qualità del lavoro è ciò su cui si punta piuttosto che la quantità.

E nel complesso le città tedesche sono ai primi posti per la qualità della vita.

  1. Olanda

Costantemente classificata ai primi posti, come meta di immigrazione, per le sue condizioni di lavoro e equilibrio tra lavoro e vita privata, l’Olanda è un’altra ottima scelta come paese estero per lavorare. I Paesi Bassi cercano, oltre che lavoratori dipendenti, anche imprenditori stranieri e hanno molti ottimi programmi per aiutarli a investire in aziende locali o avviare le proprie attività, grandi e piccole.

La qualità della vita nei Paesi Bassi è superiore rispetto alla maggior parte degli altri paesi del mondo. Il paese è pulito, efficiente e la gente va dritta al punto. Andare in bicicletta lungo i canali, intrattenimento e festival senza fine e uno stile di vita rilassato, sono cose che piacciono a quasi tutti gli immigrati.

  1. Australia e Nuova Zelanda

In terza posizione troviamo due paesi che si trovano dall’altra parte del mondo: Australia e Nuova Zelanda. Quasi il 90% degli espatriati dichiara di essere soddisfatto della propria vita in questi paesi. Il che li rende i più felici immigrati, a livello globale. La cultura rilassata e il loro equilibrio tra il lavoro e la vita privata creano un’atmosfera che non può essere trovata da nessun’altra parte.

Le persone sono estremamente amichevoli e di conseguenza la maggior parte degli stranieri trova abbastanza facile adattarsi alla vita in Nuova Zelanda e Australia. I paesi sono anche noti per la loro bellezza naturale e lo stile di vita all’aperto, e sono luoghi perfetti per chi cerca l’avventura. Le persone godono di un ottimo equilibrio tra lavoro e vita privata e non è difficile godersi il tempo fuori dall’ufficio in un paese così bello.

Sono paesi multiculturali con possibilità di lavoro principalmente nei settori IT, STEM e medicina. Le condizioni di lavoro sono buone e gli stipendi alti.

 

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Un nuovo magazine digitale che parla alle imprese: nasce thats.business

Da oggi imprenditori e manager hanno a disposizione un nuovo modo di guardare e approfondire i temi più rilevanti per il proprio lavoro.
Il nuovo magazine digitale thats.business vuole parlare a chi ha responsabilità di strategia, decisione e azione in azienda, con un focus specifico sulle PMI, la tradizionale ossatura del sistema economico e produttivo italiano.
L’obiettivo è condividere con questa variegata business community una serie di temi rilevanti e contenuti di utilità pratica, frutto dell’esperienza di attori specializzati in diversi settori . Thats.business è organizzato in modo da garantire una lettura immediata e piacevole, evitando una struttura troppo verticale su temi economico-finanziari, ma integrando il business con il lifestyle, la tecnologia, la centralità dell’importanza delle risorse umane, in un mondo che cambia.
Le aree tematiche sono Reportage (il tema del mese), Pioneer (persone e idee più innovative), Digital (prodotti, tecnologie e nuovi scenari), Ben fatto (imprenditori che fanno la differenza), Eureka (consigli per la crescita).
La grafica è innovativa, per uno strumento che vuole informare e intrattenere.

Il piano editoriale 2021 prevede 10 grandi reportage e focus specifici sugli innovatori del business, digital evolution, casi di successo.
Il nuovo magazine digitale ha una concezione lontana dalle tempistiche dei social media, e all’immediatezza di un post preferisce una cadenza editoriale con aggiornamenti continui, ma senza rinunciare all’approfondimento, accuratamente riveduto per i nuovi linguaggi del web. La redazione è composta da professionisti europei, con esperienza su media sia tradizionali che digital.

Thats.business è pubblicato da GRENKE Italia, che ha i propri valori di riferimento in comune con quelli del magazine: offrire supporto e valore alle PMI, accompagnandole nel loro percorso di crescita e successo.

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Moda, quando la collaborazione diventa ossessione

Le collaborazioni sono tutt’altro che una novità nel mondo della moda, ma l’unione di forze tra brand, stilisti e marchi di streetwear (e non solo) è un trend in continuo aumento, soprattutto nel mondo dell’abbigliamento e degli accessori. A esplorare il fenomeno ci pensa StockX, la piattaforma di e-commerce per la rivendita di prodotti sempre al passo con la cultura attuale, che nel nuovo report “Collaboration Nation, Designer Edition” ha analizzato le performance di 10.000 prodotti di abbigliamento e gli accessori più venduti nel 2021, che includono circa 400 collaborazioni tra più di 200 marchi diversi.
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