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Stampa su carta: rilegatura e brossura, le differenze

Quando si ha la necessità di stampare su carta, una delle prime risposte che è necessario fornire alla ditta a cui ci si rivolge riguarda la scelta fra rilegato e brossura. Si tratta di due metodi di lavorazione differenti, che garantiscono un risultato ottimale ma che vanno distinti anche in base all’obiettivo che ci si prefigge. La brossura, in genere, è quella che viene scelta più spesso quando si devono stampare dei volantini composti da più pagine. Questa tecnica implica che sulla copertina – di solito realizzata in cartoncino – vengano inserite le segnature, che sono le pagine da cui il materiale è composto. Nel caso in cui venga eseguita con cura, questa lavorazione assicura una resa eccellente; si può scegliere, per altro, fra la brossura cucita a filo rete e quella a filo.

Le caratteristiche più importanti della brossura

La praticità è uno dei punti di forza che contraddistinguono la brossura, dal momento che le copertine sono morbide. Si tratta, inoltre, di una soluzione conveniente dal punto di vista economico, in quanto per il prodotto finale non sono previsti particolari lavori di rifinitura. Ecco perché vale la pena di ricorrere a questa tecnica, tra l’altro, per le riviste e per i libri che hanno poche pagine. La brossura a filo comporta che le pagine siano prima tagliate e poi incollate; la brossura cucita a filo rete, invece, presuppone che le pagine siano incollate dopo essere state unite al centro della copertina. Si tratta, in tutti e due i casi, di un tipo di lavorazione industriale.

Melastampi

Che si opti per brossura o cartonato, si può comunque essere certi di ottenere un risultato di alta qualità se ci si affida a una realtà come Melastampi, che grazie alla competenza del suo team e all’impiego di tecnologie all’avanguardia è in grado di assicurare una resa ottimale per tutti i prodotti stampati. L’azienda ha sede in Piemonte ma, ovviamente, lavora per clienti di tutta Italia: è una realtà giovane ma già consolidata nel settore.

La rilegatura

Per quel che riguarda la rilegatura, stiamo parlando di una lavorazione che per la maggior parte viene eseguita a mano. Lo scopo principale di questa soluzione è quello di migliorare l’estetica del prodotto; la cucitura a mano non fa che aumentare il valore del libro, e lo stesso dicasi per l’inserimento del segnalibro. Nel caso della rilegatura, la copertina è in cartonato: ciò permette di beneficiare di una consistenza più elevata e di una maggiore rigidità.

Quando c’è bisogno della rilegatura

È raro che la rilegatura venga adottata per la realizzazione di una rivista, mentre più frequente è il suo utilizzo per i libri. Gli effetti riguardano da un lato standard di qualità più elevati e dall’altro lato una resistenza maggiore, che si traduce in una durata prolungata nel tempo. Vale la pena di mettere in evidenza, poi, che la rilegatura può essere personalizzata come si vuole, a seconda delle necessità. È evidente che ciò comporta dei costi più elevati rispetto a quelli correlati a una brossura tradizionale. La rilegatura è adatta alle tirature limitate, e questo contribuisce ad accrescere il valore dei prodotti realizzati. Si può definire una lavorazione di pregio, certo non esclusiva ma comunque non comune, e quindi indicata per pubblicazioni che non passano inosservate.

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Responsabili del controllo di gestione: che cosa fanno i controller

I responsabili del controllo di gestione, indicati anche con il nome di controller, sono quei soggetti operativi all’interno delle imprese che rendono possibile l’interpretazione dell’attività dell’azienda e la sua valutazione. Nello specifico, i controller sono coinvolti nell’analisi della contabilità analitica, delle relazioni e dei documenti, ma si occupano anche di redigere il rapporto di gestione; inoltre, controllano l’andamento finanziario ed economico.

Di cosa si occupa un controller

Come si nota, il controller è chiamato a intervenire a sostegno di molteplici funzioni aziendali in modo che possa essere esercitato un effettivo controllo dell’attività. Si distingue tra controller industriali e controller commerciali: i primi supervisionano i processi produttivi, mentre i secondi hanno mansioni specifiche a livello di politica commerciale. Nel complesso, al controller spetta svolgere una serie di attività grazie a cui può essere garantito il monitoraggio delle performance, vale a dire i risultati concreti ottenuti dall’azienda. Dopodiché, il management potrà prendere tutte le decisioni del caso, sulla base delle informazioni ottenute, e stabilire se sia opportuno mettere in atto delle strategie correttive o comunque delle modifiche.

Quali competenze sono richieste a un controller

In qualità di tecnico di alto livello, il controller deve saper padroneggiare le tecniche di previsione, di reporting e di controllo, ma anche le teorie della probabilità e le applicazioni statistiche. Inoltre è tenuto a conoscere le tecniche per la rilevazione del fabbisogno finanziario e deve essere consapevole della funzione, della natura e del sistema delle imprese. Nel novero delle competenze che gli sono richieste ci sono quelle che coinvolgono i processi e le strutture lavorative correlate all’organizzazione aziendale e i sistemi per l’esecuzione delle rilevazioni contabili e per la stesura del bilancio.

La pianificazione

La principale abilità di un controller deve essere quella di programmare le procedure amministrative e il piano dei conti, in conformità con le norme fiscali e civilistiche. Egli, inoltre, deve saper stilare un bilancio e utilizzare il software applicativo grazie a cui è possibile informatizzare sia i modelli di controllo gestionale che le procedure contabili. Per riuscire a conseguire tali obiettivi è fondamentale conoscere i sistemi SAP ed ERP: la prima sigla sta per System Application and Products, la seconda per Enterprise Resource Planning. Ma non è tutto, perché a un controller si richiede anche la capacità di adoperare i sistemi di controllo di gruppo, fra i quali il Cockpit, che consiste in un metodo relativo alla gestione strategica delle decisioni correlate alle priorità. Di questa categoria fanno parte anche lo Scorecard e il SEM, cioè un sistema di management a cui si ricorre per la valutazione delle prestazioni aziendali e il loro miglioramento e i modelli di equazioni strutturali.

Che cosa deve sapere un controller

Per tutti questi motivi, i controller non possono prescindere nel loro lavoro dalla padronanza della lingua inglese, anche perché per tali sistemi di gestione i documenti sono disponibili solo in inglese. Resta sottinteso che alle capacità tecniche devono associarsi anche le tradizionali soft skills, come l’attitudine al lavoro di gruppo e la capacità di intrattenere relazioni interpersonali.

Quale formazione è necessaria

Nella maggior parte dei casi un controller possiede una laurea in discipline economiche, come per esempio scienze bancarie, economia e commercio o economia aziendale. Ovviamente il curriculum di studi, per quanto buono possa essere, da solo non basta per rivestire con successo un ruolo che presuppone responsabilità così importanti come quelle di cui abbiamo parlato. È fondamentale, dunque, un costante aggiornamento professionale che si concentri in modo particolare sui sistemi informatici più recenti destinati al controllo di gestione.

Il master di Dirextra

Chi ambisce a ottenere un ruolo di controller in un’impresa può frequentare il Master Controllers di  Impresa settore Costruzioni e Oil&Gas che viene organizzato dal provider Dirextra, accreditato presso il CPD Service di Londra e noto per la formazione di eccellenza che garantisce. Il master in questione ha l’obiettivo di formare i futuri controller di imprese del settore delle costruzioni e del settore oil and gas. Essi, attraverso i sistemi del controllo di gestione, avranno il compito di conseguire gli obiettivi pianificati nella maniera più efficiente, anche intervenendo in prima persona con azioni correttive che modifichino la produzione allo scopo di prevenire tutte le inefficienze.

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7 idee per fidelizzare i clienti e farsi scegliere di nuovo

Trovare nuovi clienti per un business è fondamentale, ma è altrettanto importante sorprendere e deliziare quelli esistenti per farsi scegliere di nuovo. Oltre a offrire servizi o prodotti di qualità, piccoli gesti di apprezzamento possono fare la differenza e fidelizzare clienti nel lungo termine. Scopriamo allora alcune idee che avranno un effetto assicurato per conquistare la lealtà dei propri clienti.

1. Lettera di ringraziamento scritta a mano

Una scelta classica che non passa mai di moda: scrivere a mano una lettera di ringraziamento personalizzata farà sentire i clienti davvero apprezzati. Ciò è ancora più vero in un’epoca in cui ricevere posta è una rarità e la buchetta è intasata soltanto da pubblicità o bollette. Basta un messaggio breve e genuino, su carta di buona qualità o su un biglietto decorato, per ottenere l’effetto sperato. Ciliegina sulla torta, chiudere la busta con un timbro ceralacca darà alla lettera un aspetto raffinato e d’altri tempi, che sicuramente rimarrà impresso ai clienti.

2. Coupon e codici sconto

Nulla invoglia a comprare più di un ghiotto sconto. Offrire a ogni acquisto un coupon sconto su acquisti oltre una certa somma è un metodo semplice ed efficace per far ritornare i clienti. Sono utili anche i codici sconto su particolari prodotti o servizi, magari legati a festività o eventi stagionali. Questa idea è facile da adattare a qualsiasi tipo di business, e i risultati positivi non tarderanno ad arrivare.

3. Coprire spese o costi di spedizione

Questa è un’idea da riservare ad alcune occasioni speciali, oppure da utilizzare con parsimonia scegliendo uno o due clienti al mese da viziare. Al momento dell’acquisto, basterà comunicare che per questa volta i costi sono coperti e che il cliente non dovrà pagare nulla in aggiunta al prezzo del prodotto o servizio. Questa gentilezza inaspettata farà una buona impressione sui clienti, lasciando un ricordo positivo dell’esperienza e la voglia di fare nuovi acquisti.

4. Gadget gratuiti

Soprattutto in corrispondenza con un acquisto dal costo considerevole, inviare un gadget alla consegna può colpire l’attenzione del cliente. È consigliato scegliere qualcosa di utile, se possibile legato in qualche modo all’acquisto effettuato. In ambito B2B può essere indicato inviare qualcosa per l’ufficio, come uno dei timbri disponibili su Royal Posthumus, personalizzati con l’indirizzo del cliente o il nome del suo business.

5. Ascoltare e utilizzare il feedback dei clienti

Il feedback dei clienti è prezioso e può contribuire a far crescere continuamente il business, offrendo un servizio sempre migliore. È quindi cruciale chiedere un’opinione ai clienti dopo gli acquisti, in particolare a quelli regolari. Di volta in volta che questi consigli o suggerimenti vengono implementati, possiamo poi comunicare ai clienti in che modo abbiamo utilizzato il loro feedback. Questo li farà sentire importanti e apprezzati, così vorranno continuare a comprare presso di noi.

6. Rispondere a commenti e domande

 

Quando si ricevono commenti, domande, o anche critiche sui social media o sulle piattaforme per recensioni, non serve nascondere la testa sotto la sabbia fingendo che non sia successo nulla. Mostrarsi presenti, disponibili per aiutare i clienti, e aperti alle critiche è un modo efficace per conquistare la fiducia dei consumatori. Se possibile, sarebbe ideale mettersi in contatto con chiunque abbia avuto un’esperienza non del tutto positiva per cercare di rimediare o almeno capire che cosa sia andato storto.

7.Creare un programma fedeltà

Per quanto semplice, questa idea continua a funzionare e a fidelizzare clienti soddisfatti. Creando un programma fedeltà si instaura un canale di comunicazione privilegiato con i clienti più affezionati, inviando promozioni esclusive, sconti, anteprime di prodotti e servizi prima del lancio ufficiale, e molto altro. Regalando ai clienti migliori esperienze di acquisto sempre soddisfacenti diventa più facile continuare a farsi scegliere.

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Oro, la tracciabilità del metallo più prezioso

Come noto, la quantità di oro che si può trovare in natura è limitata, ed è proprio questa caratteristica che rende il metallo tanto prezioso, aumentando il suo valore in modo esponenziale. Ciò comporta, tra l’altro, una regolamentazione particolare e severa: per esempio, la legge impone che tutti i lingotti d’oro debbano essere marcati, in modo che possa essere garantita la loro tracciabilità. La marcatura dell’oro, e in generale dei metalli preziosi, è indispensabile prima dell’immissione sul mercato: alla base di questa necessità ci sono ragioni di codifica e di sicurezza.

Tracciare la provenienza dell’oro

Grazie alla marcatura si ha la possibilità di tenere traccia della provenienza oro. Per questo motivo tale procedura deve essere effettuata su qualunque tipo di lingotto d’oro, a prescindere dalle sue dimensioni. I riferimenti normativi in materia sono quelli previsti dal LBMA, vale a dire il London Bullion Market: in pratica, il mercato di Londra dedicato ai metalli preziosi. La marcatura serve a riportare sui lingotti una serie di informazioni come il codice di matricola, la provenienza e il produttore, ma anche il peso e le caratteristiche. Quello che ne scaturisce è un valore aggiunto che, ovviamente, rappresenta una garanzia sia per i compratori che per i venditori.

Come avviene la marcatura dei lingotti d’oro

La marcatura dell’oro in realtà non viene effettuata con un sistema solo, dal momento che sono almeno 4 le tecnologie a disposizione tra cui è possibile scegliere: si tratta della marcatura laser, della marcatura a striscio, della marcatura a micropunti e della marcatura a battuta. La marcatura, nota anche con il nome di stampigliatura, deve essere studiata e realizzata in modo che le caratteristiche principali di ogni lingotto non vengano alterate. In particolare, non devono essere modificate le dimensioni e la forma, ma ciò che più conta è che il peso resti sempre lo stesso. questo è il motivo per il quale il processo di marcatura dell’oro può essere eseguito unicamente con le tecnologie che risultano del tutto conformi a tali esigenze.

Come si svolge la marcatura a battuta

La marcatura a battuta rappresenta la soluzione meno costosa, dal punto di vista economico, tra tutte le tecnologie a disposizione. Marcare un lingotto d’oro con questo sistema garantisce la massima rapidità di azione e permette di incidere il metallo anche in profondità. La macchina che viene utilizzata per la marcatura può essere movimentata a mano o con un’azione pneumatica, e in genere si ricorre a numeratori per serializzare i lingotti.

Le caratteristiche della marcatura a micropunti e della marcatura a striscio

La marcatura a micropunti, invece, trova nella flessibilità il proprio punto di forza. Si tratta di una tecnologia elettronica, in virtù della quale la marcatura può essere attivata e poi gestita mediante un software. Proprio perché stiamo parlando di un sistema versatile, vi si può fare affidamento sia per marcare i lingotti in superficie, sia per una lavorazione più profonda. Per quel che riguarda la marcatura a striscio, invece, essa è destinata unicamente a quei lingotti che presentano una superficie del tutto piatta. La superficie che deve essere marcata è a contatto con una punta che vi striscia sopra e che può generare, in questo modo, un tratto continuo.

I lingotti d’oro e la marcatura laser

Per la marcatura dei lingotti d’oro la tecnologia laser è quella che viene usata di meno. Ciò non toglie che sia ritenuta valida per specifiche lavorazione, in virtù di nuove tipologie di laser e delle tecnologie più recenti. In più, vengono assicurati standard molto elevati in termini di flessibilità, dal momento che si tratta di una tecnologia la cui gestione è affidata a un software. Una precauzione è comunque necessaria, in quanto il laser causa l’evaporazione del materiale che viene sottoposto a lavorazione, e ciò si potrebbe tradurre in un lieve calo di peso del lingotto.

Perché bisogna marcare gli oggetti in metallo prezioso

Gli oggetti in oro non sono gli unici a dover essere marcati, quando si parla di manufatti realizzati in lega di metallo prezioso; lo stesso discorso vale, infatti, anche per l’argento, per il palladio e per il platino. Lo scopo è quello di garantire, sia ai consumatori che al mercato, tutte le informazioni che riguardano il metallo prezioso che compone la lega, oltre al suo titolo, che viene indicato in millesimi (e non in carati, come si potrebbe pensare). Il titolo corrisponde al rapporto fra il peso del metallo che compone un oggetto e il peso complessivo di quell’oggetto. La marcatura legale obbligatoria prevede il marchio del titolo della lega e il marchio di identificazione; inoltre si possono aggiungere altre marcature, utili a identificare per esempio l’impresa distributrice e quella produttrice. In ogni caso attrave
rso la marcatura si deve segnalare il responsabile dell’importazione o della fabbricazione dell’oggetto: insomma, chi lo immette sul mercato.

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Come e dove vendere diamanti usati

Se stai cercando informazioni su come e dove vendere diamanti usati, sei nel posto giusto. 

Come determinare il prezzo? 

Il primo punto da risolvere è la determinazione del prezzo. Un vendere un diamante ad  prezzo troppo alto può scoraggiare potenziali acquirenti, ma neanche svendere il tuo diamante è, ovviamente, una buona idea. 

Il prezzo di vendita dipende dalle tue esigenze. Vuoi pochi soldi, maledetti e subito, anche se ciò significa accontentarti di un guadagno inferiore rispetto a quello che potresti ottenere con una vendita più oculata, oppure puoi permetterti di aspettare?  

Scambiarli con denaro è l’opzione preferita dai più, ma un’alternativa potrebbe essere quella di scambiarli con un altro gioiello. Certo, si tratta di una strada che, per essere percorsa, richiede una certa esperienza, ma si possono concludere ottimi affari. 

Il valore del tuo gioiello dipende da 4 fattori:  

Peso;

Colore;

Purezza;

Taglio; 

In genere, è molto difficile, a meno che non si tratti di un pezzo particolarmente raro, riuscire ad ottenere il valore originario. In linea di massima, dovresti puntare a venderlo a non meno del 20% del prezzo iniziale, a prescindere dalla modalità di vendita scelta. 

A prescindere dal valore in sé, che è ovviamente il fattore principale nella determinazione del prezzo, il prezzo che riuscirai a strappare dipende anche dai canali di vendita che sceglierai. 

Alcuni di questi, come abbiamo già anticipato, garantiscono una vendita pressoché immediata ma ciò chiaramente ha un costo in termini di guadagno, altri invece, richiedono più sforzo e/o tempo, ma consentono di concludere affari migliori. 

Commercianti di diamanti 

I commercianti di diamanti costituiscono la scelta migliore quando hai bisogno di concludere velocemente l’affare.

Questi, sono commercianti specializzati nell’acquisto e nella vendita di diamanti. Ti offriranno, quindi, rapidamente un accordo, con versamento del denaro in tempi rapidi.

L’altra faccia della medaglia è che potresti ottenere un prezzo più basso rispetto a quello ottenibile rivendendo all’asta o a un gioielliere, se il tuo gioiello non è munito di certificato.

Un compro diamanti di eccellenza a Roma è IGR Diamanti Roma, serietà professionalità al servizio del cliente.

Gioiellieri  

Vendendo direttamente a un gioielliere, puoi saltare un passaggio intermedio, cioè quello dell’ingrosso. Ciò, chiaramente, ti consente di ottenere un prezzo più alto di quello che otterresti dovendo prima passare per un intermediario. Tuttavia, anche questa opzione presenta alcuni problemi rilevanti.  

Lo svantaggio principale è il tempo. Scegli questa opzione solo se non hai fretta di vendere i tuoi gioielli immediatamente, ma puoi aspettare. Potresti dovere girare anche molti negozi prima di trovare l’affare giusto. Inoltre, non è detto che il prezzo sia necessariamente superiore a quello che potrebbe offrirti un commerciante.  

L’ultima opzione a tua disposizione è quella dell’asta. Ci sono alcuni servizi specializzati in questo genere di aste, ma oggi, con il web, si aprono nuove porte, ed è possibile mettere i propri gioielli all’asta anche su siti come Ebay.  

L’asta è molto vantaggiosa se il tuo diamante presenta caratteristiche particolari, o è molto antico. Tuttavia, se si tratta di un diamante comune, potrebbe non essere cosi conveniente.  

Scambiare i tuoi diamanti per gioielli o altri diamanti 

Alcuni gioiellieri, potrebbero accettare il tuoi diamante in cambio di credito, da spendere poi in negozio.

Anche i rivenditori potrebbero offrire questa possibilità. Ovviamente, in questo caso, devi fare attenzione alla credibilità del soggetto con cui vuoi concludere un affare, per non cadere in fregature.

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Quando noleggiare una fotocopiatrice per ufficio conviene davvero

Imprenditori e dirigenti di azienda si domandano spesso quali siano i vantaggi che possono scaturire dalla scelta di prendere a noleggio una fotocopiatrice per ufficio. I benefici offerti da questo tipo di soluzione, in effetti, sono evidenti soprattutto se messi a confronto con le conseguenze di un eventuale acquisto. In particolare, il noleggio è conveniente se si ha la necessità di effettuare migliaia di stampe ogni mese, e in molti casi i costi correlati a un acquisto sono più elevati rispetto a quelli del noleggio. Quest’ultimo, poi, prevede una formula che offre una garanzia la cui validità, in genere, si estende per l’intera durata del contratto. Infine, non va dimenticato che col noleggio si può essere più sicuri perché si sottoscrive un contratto con il fornitore.

La necessità di risparmiare

Come si può facilmente immaginare, una delle ragioni per le quali si decide di propendere per il noleggio fotocopiatrici Roma è rappresentata dalla volontà di risparmiare. Secondo gli esperti, il noleggio è consigliato in tutti i casi in cui si eseguono almeno mille fotocopie al mese. Qualora il numero di fotocopie mensili sia inferiore, invece, non ha senso pensare né a un acquisto né a un noleggio. Con il noleggio, si stipula un contratto con una società, che mette a disposizione non solo il macchinario ma anche tutti gli accessori che occorrono per il suo funzionamento, come per esempio i toner.

Il noleggio è vantaggioso: ecco perché

In linea di massima il noleggio si dimostra sempre più vantaggioso rispetto a un acquisto, anche perché la garanzia prevista in genere copre tutto il periodo del contratto. Da ciò scaturiscono livelli di sicurezza più elevati soprattutto nell’ipotesi in cui il dispositivo dovesse patire dei danni. C’è da effettuare, poi, un calcolo dei prezzi, nel senso che il noleggio richiede il pagamento di rate mensili, secondo un canone che però comprende anche le spese necessarie per la manutenzione. In più, in molti casi è incluso anche il servizio di assistenza di cui si potrebbe aver bisogno in presenza di danni. Può anche succedere che il contratto di noleggio non comprenda l’assistenza, e ovviamente in questa eventualità le rate sarebbero di importo inferiore.

I professionisti hanno bisogno del noleggio

Sulla base di tutto quel che è stato detto fino ad ora, appare evidente la reale convenienza della formula del noleggio: e ciò è vero a maggior ragione nel caso in cui la fotocopiatrice risulti uno strumento di cui non si può fare a meno per l’esercizio del proprio lavoro. A un primo impatto l’acquisto comporta un investimento che può apparire più basso rispetto a quello richiesto dal noleggio, ma si tratta solo di un’illusione: è sufficiente effettuare una comparazione tra il prezzo di acquisto e il totale delle rate di un contratto di noleggio per capire che la seconda soluzione è sempre quella da preferire.

Comodità e praticità del noleggio

Se si decide di optare per il noleggio, per altro, si ha sempre la possibilità di recedere dal contratto prima che esso arrivi a scadenza, per esempio se ci si rende conto di aver bisogno di un modello diverso. Il recesso dal contratto prevede il pagamento delle rate rimanenti e di un importo supplementare dovuto per la conclusione anticipata, ma in ogni caso si spende meno rispetto a quel che si spenderebbe per l’acquisto. Se si compra una stampante che si è danneggiata per errore, inoltre, non ci sono garanzie a copertura e la conseguenza è che i danni vanno pagati; il che non accade, al contrario, con il noleggio.

Gli svantaggi correlati all’acquisto

Per afferrare tutti i motivi che rendono vantaggioso il noleggio di una fotocopiatrice per ufficio è sufficiente anche valutare le ragioni che sconsigliano l’acquisto. In questo caso, infatti, non si può contare su un fornitore che gestisca la consegna dei materiali necessari, come per esempio i toner. Con il noleggio, al contrario, si può sempre fare riferimento a uno specifico fornitore. Insomma, tra il noleggio e l’acquisto la bilancia sembra pendere a favore del primo, fermo restando che devono sempre essere valutate con la massima attenzione le specifiche esigenze del caso.

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L’importanza della SEO per le aziende nel 2022

Al giorno d’oggi, qualsiasi azienda deve puntare con forza e dicisione sul marketing online, per stare al passo con i tempi ed ottimizzare le vendite. Fare a meno delle vendite online significa perdere una fetta importante di potenziali clienti, che non verranno mai a contatto con i prodotti ed i servizi offerti dalla tua azienda. Ormai chiunque voglia acquistare un prodotto esegue prima una ricerca online, e non avere un sito web ben fatto significa perdere molti clienti.

La capacità di acquisire clienti è infinitamente più grande sul web, soprattutto se si conoscono le strategie ed i metodi giusti per muoversi. Per questo conoscere i principi della SEO e come funziona l’ottimizzazione di ricerca è fondamentale, soprattutto per coloro che vogliono fare business online in maniera mirata ed efficiente. Cerchiamo di fare chiarezza.

Cosa è la SEO e perché è importante

SEO è un acronimo inglese che sta per Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per motori di ricerca. Di fatto si identifica con una serie di strategie di web marketing, che consentono ad ogni azienda impegnata nella vendita online di raggiungere più potenziali clienti possibile, ed ottimizzare le vendite dei prodotti.

Per capire come raggiungere i clienti, va prima capito come questi ultimi si muovono sui motori di ricerca per cercare un prodotto od un servizio del quale hanno bisogno. Un sito web ben posizionato su un motore di ricerca, e quindi più facilmente rintracciabile dai consumatori, farà si che venga visitato da più persone, portando anche più acquisti e più entrate per l’azienda.

Oltre a questo, il sito creato deve essere accattivante e creare interesse in chi lo visita, per farlo proseguire nella ricerca del prodotto ed evitare che scelga altri siti.

Di fatto la SEO è una delle migliori armi che un’azienda ha per incrementare il ROI, ovvero il return of investiment. Investendo una somma di denaro relativamente piccola nella creazione e nel posizionamento di un sito, ci può essere un ritorno di investimento nettamente più alto. Per ottenere risultati ottimi, è sempre bene affidarsi a professionisti del settore, ed ascoltare il parere di un esperto.

Come funziona la SEO

Uno degli obiettivi della SEO è quello di far sì che il sito della tua azienda sia più visitato e produttivo di quello dei tuoi concorrenti. Sono tanti gli aspetti da tenere d’occhio nella creazione di un sito web redditizio, come la revisione del titolo, inserendo parole chiave chiare ed efficaci, costruire un buon link building, ovvero un insieme di link che portano in modo diretto al tuo sito, e creare contenuti semplici, accattivanti e chiari per ogni tipo di potenziale cliente.

Se la tua azienda è nuova in questo settore, e già altre realtà utilizzano il web marketing con successo, è lo stesso possibile creare un sito che faccia concorrenza in modo netto ai tuoi competitors. Analizzando i siti già presenti, ed individuando lo stile e le parole chiave che li accomunano, è facile capire da cosa è attratto un cliente, e di conseguenza creare un sito che sia efficace.

Per far si che un sito risulti efficace sin da subito, è bene rivolgersi a dei professionisti ancor prima di crearlo, per cercare di costruirlo in maniera adeguata sin dalle fondamenta.

Benefici della SEO

Alcuni dei benefici più importanti che la SEO può portare sono.

  • Portare il tuo sito nelle prime posizioni in classifica. Questo è fondamentale perché se un utente cerca un prodotto sul web, sarà portato a visitare solamente i prime cinque siti che compaiono, e raramente si spingerà oltre.
  • Avere il proprio sito nelle prime posizioni può veramente fare la differenza nella vendita dei prodotti online.
  • Fidelizzare i clienti. Un cliente che naviga in un sito ben fatto, semplice e pulito, sarà naturalmente portato a fidarsi dell’azienda e quindi le chance di effettuare un acquisto sono più alte.
  • Aiutare a far conoscere il tuo sito. Allo stesso modo, un sito web ben fatto verrà facilmente condiviso dagli utenti sui social e quindi l’affluenza e le potenziali vendite aumenteranno esponenzialmente.

Quello che è importante capire è come viene stilata la classifica dei siti web sui motori di ricerca. Perché alcuni compaiono in posizioni più avanzate di altri? Ovviamente la loro posizione non è casuale, ma si basa su una miriade di algoritmi utilizzati dallo stesso Google, che a loro volta si basano su molti fattori per determinare la classifica finale.

La SEO riesce a far sì che il tuo sito si trovi una posizione alta attraverso tre elaborazioni principali: la Technical SEO (ti consigliamo di approfondire sul blog italiano di SEO LorenzCrood.com), che comprende l’indicizzazione del sito, la On-site SEO, che mira a creare key word e titoli adeguati e accattivanti, ed infine l’Off-site SEO, che mira a creare il maggior numero di link esterni al sito che riportino il consumatore direttamente al sito stesso. Questi link specifici sono noti come backlinks.

In conclusione, per chiunque voglia iniziare un business online, ma anche per chi lo ha già iniziato e vuole migliorarsi, comprendere ed usufruire la SEO è fondamentale. Le differenze tra chi si è affidato a professionisti e chi non lo ha fatto è netta, ed i vantaggi che si ottengono sono duraturi e redditizi.

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Food delivery: sviluppare una app per i clienti

Lo sviluppo di un’app per il delivery, in ambito food ma non solo, è un’opzione che dovrebbe essere presa in considerazione da molte realtà commerciali. L’applicazione che andrà sviluppata deve essere creata in modo da tenere conto di tutti i clienti: quelli già fidelizzati, ma anche quelli nuovi. Uno degli obiettivi da raggiungere è quello di guadagnare visibilità nella città di riferimento, ma per raggiungere questo traguardo ci sono alcuni principi che devono essere rispettati: per esempio la modernità della user experience, ma anche il carattere intuitivo e, ovviamente, la facilità di utilizzo. Soprattutto se ci si sta dedicando alla creazione app mobile per il food delivery, è importante che essa garantisca la massima funzionalità e risulti intui
tiva e veloce. Come è facile immaginare, infatti, un’app che si dimostra lenta o che comunque presenta dei problemi è destinata a essere cancellata nel giro di poco tempo.

A che cosa serve un’app per il delivery

Per mezzo dell’app si può cogliere l’occasione di usufruire di un’area amministrativa per la gestione dei contenuti e di un’area riservata per gli utenti. Alla personalizzazione dei menù prodotti si potrà abbinare un sistema di pagamento integrato, e inoltre sarebbe ideale garantire una gestione da vari punti vendita. Ciò che conta è che l’app in questione sia in grado di mettere a disposizione tutte le opzioni considerate importanti per i clienti: l’asporto, il servizio a domicilio, e così via. Gli utenti potrebbero apprezzare anche un servizio come l’invio di notifiche, senza dimenticare la possibilità di visualizzare gli ordini in corso. Più in generale, tutte le statistiche preziose per ottimizzare i processi vanno tenute in considerazione con la massima attenzione.

Nuove occasioni per il settore food

È evidente che da un anno e mezzo a questa parte, a causa della pandemia da coronavirus, il settore del food è stato uno di quelli che hanno sofferto in misura più evidente. Gli imprenditori più pronti e più abili, però, hanno avuto la capacità e la fortuna di non chiudere anche grazie agli ordini online e alle consegne a domicilio. Ma qual è il senso di prevedere un proprio sistema di ordini invece che affidarsi alle app di delivery già esistenti? I motivi sono essenzialmente due: il primo è quello di una maggiore competitività; il secondo è quello di riuscire a distinguersi e non essere confusi nel mare magnum di tutti gli altri locali che si avvalgono di quelle app.

Un sistema personalizzato

Ma non è tutto, perché è chiaro che usando un sistema di ordini unico e costruito ad hoc si ha la possibilità di mettere a disposizione dei propri clienti un servizio su misura e personalizzato, ideale per assecondare le loro necessità. E attraverso l’app sarà più semplice conoscere i clienti, scoprire le loro esigenze e anticipare le loro aspettative. Qualunque sia il settore in cui si lavora, il rapporto che si crea tra un’attività commerciale e i suoi clienti è molto importante. Ecco, quindi, che prendere la decisione di sviluppare un’app vuol dire cogliere l’opportunità di mettersi al servizio dei propri clienti e raggiungerli anche se loro non hanno intenzione di uscire di casa.

Il successo delle app di delivery

Lo sviluppo di un’app di delivery, dunque, può essere ritenuto una soluzione molto importante in qualità di canale di acquisizione per gli store online in cui vengono messi in vendita prodotti alimentari, oltre che per i classici ordini al ristorante. È essenziale, ad ogni modo, conoscere alla perfezione il mercato di riferimento, per poter fornire un’applicazione semplice e comoda da usare.

A chi rivolgersi

Se si è interessati alla possibilità di realizzare una app per il food delivery ci si può rivolgere a RE.CA Systems, che mette a disposizione un servizio completo in questo senso. Le app mobili sono un vero e proprio must have per tutte le imprese che desiderano proporre servizi innovativi, o anche solo gestire le procedure di prenotazione e le vendite con una modalità smart. Grazie alla professionalità di RE.CA Systems è possibile instaurare una relazione diretta con i clienti, dando vita a un’app personalizzata utile per rimanere al passo con le tendenze più recenti. L’app può essere connessa con uno strumento hardware potente, così da completare il proprio punto cassa: la scansione delle fidelity card, la stampa degli ordini in entrata e il conteggio dei punti sulle card sono solo alcune delle funzioni di cui si
può approfittare grazie a un’app mobile. Tutte le applicazioni proposte da RE.CA Systems possono essere utilizzate sia su tablet che su smartphone, a prescindere dal sistema operativo caricato sui dispositivi. Esse, inoltre, offrono ai clienti statistiche e informazioni preziose per un monitoraggio completo per una strategia di marketing digitale. I contenuti sono accessibili da tutti i device, anche se non di ultima generazione, e proposti con un design moderno.

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Podcast e video, a Glocal 2021 la voce e le immagini definiscono il nuovo racconto giornalistico

Voce e immagini per una nuova narrazione giornalistica. Se i video fanno parte da tempo dell’attività di un giornalista, gli  audio si stanno imponendo come una nuova frontiera del racconto. Si stima infatti che in Italia ogni mese oltre 9 milioni di persone accedano a un podcast (dato Ipsos  raccolto a luglio 2021 ed elaborato su duemila interviste a persone tra i 16 e i 60 anni).

Glocal 2021, il Festival del Giornalismo Digitale in programma a Varese dall’11 al 14 novembre, dedica proprio agli audio e ai video due serie di momenti particolari per conoscere, approfondire e capire meglio le potenzialità di questi strumenti in ambito giornalistico.
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Cashback: addio a quello di Stato, arriva quello privato

Il cashback di Stato non tornerà nel 2022; il Consiglio dei ministri ha scelto di destinare le risorse su altre voci di spesa. Eppure, come evidenzia l’analisi di Facile.it, l’iniziativa sembrava piacere ai consumatori e ha contribuito concretamente a far avvicinare gli italiani alla moneta elettronica tanto che, esaminando un campione di 50.000 richieste, il comparatore ha rilevato, nel primo semestre del 2021, un aumento del 39% nel numero di ricerche di carte prepagate, con una crescita importante soprattutto nella fascia di consumatori fino ai 34 anni.
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